Geofisica, archeologia dell’architettura e restauro: approcci per superare attraverso l'interdisciplinarietà le “crisi conservative” del patrimonio archeologico-architettonico

University of Catania

Un tipo di crisi che agisce in modo apparentemente silenzioso e che colpisce la collettività è quella che riguarda il patrimonio culturale architettonico nel momento in cui subisce degradi per varie cause come l’inevitabile vetustà o a seguito di azioni antropiche come le guerre, gli atti vandalici, la mal conservazione, gli errati interventi o a seguito di eventi naturali, come per eccellenza il sisma, che spesso impatta principalmente proprio gli edifici che hanno subito interventi di restauro impropri. Il tutto ha come conseguenza la compromissione della fruizione del patrimonio culturale stesso. Ma come si può superare questa particolare “crisi”?

Qualsiasi contesto non può essere conservato con le scelte più idonee se prima non si ha contezza di ogni aspetto che lo riguarda: storico, stratigrafico, strutturale, etc. La parola d’ordine, quindi, è “conoscenza” del monumento sotto punti di vista differenti: umanistici, scientifici e tecnici.

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento della sensibilità nei confronti di questi temi, con una crescente attenzione anche agli approcci interdisciplinari. Conoscere sotto diversi aspetti l’edificio, infatti, risulta sterile se poi non si incrociano i risultati in un programma coordinato, metodologicamente strutturato e connesso alla fase di progettazione del restauro, secondo, quindi, una concreta azione interdisciplinare.

Sempre di più oggi, riecheggia la parola “interdisciplinarità” ed è proprio in questa che va vista l’opportunità di superare le crisi conservative. Ma in cosa consiste? Si ha davvero nella pratica del restauro?

Il presente contributo mira a mostrare, attraverso esempi, come, nello specifico gli approcci di archeologia e geofisica, se integrati in una catena operativa, possono realmente assumere la forma di strumento che contribuisce alla conoscenza preliminare del bene nonché strumento utile al progetto di restauro per superare le crisi conservative del patrimonio archeologico-architettonico, favorendo così un progresso dei metodi di tutela, valorizzazione nonché di fruizione.